La dottoressa Barbara Lorenzin intervistata su Magazine 7

Pubblicato in La Rubrica del Medico
in data:
08
Dicembre
2018

Nella puntata andata in onda l’ 8 dicembre su LA7 all’ interno del MAGAZINE7 troverete l’intervista dedicata alla Dott.ssa Barbara Lorenzin. La calvizie è davvero un fenomeno in crescita?

1) La calvizie è un fenomeno in crescita?

La calvizie è principalmente dovuta a fattori genetici (la predisposizione genetica trasmessa o dal papà o dalla mamma al bambino o alla bambina dove bisogna tener conto che il lato materno è quello predominante), ormonali (androgeni della calvizie- colpiti solo i bulbi predisposti, questi sono tipicamente localizzati nella regione frontale e nel vertice (vertex), malattia, stress e traumi al cuoio capelluto.

In tutto il mondo ne sono affetti 95% dei pazienti e il 50% di questi 95% prima di 50 anni potrebbe manifestare questa caduta di capelli chiamata calvizie androgenetica.

Nella calvizie i capelli fortunatamente non si perdono in tutta la testa ma rimangono sempre i capelli in zona posteriore e laterale del capo. Questi follicoli sono diversi da tutti gli altri e abbiamo la certezza che prelevati mantengono la memoria genetica dell’area di provenienza, quindi crescono capelli che non si perdono più.

2) Che ripercussioni psicologiche ha sulla vita sociale e relazionale

Questa patologia colpisce indifferentemente sia gli uomini che le donne. Il numero di soggetti femminili colpiti è in aumento e sono proprio le donne a subire, il più delle volte, le ripercussioni psicologiche più importanti.

I capelli sono legati fortemente alla stima di sé e all’idea della propria capacità d’attrazione. Una chioma folta e sana è indice di bellezza e seduzione.

Per le donne la calvizie ha conseguenze molto serie e complesse, portandole nei casi più gravi a veri e propri stati depressivi, una forte insicurezza che le spinge anche a non uscire di casa nel timore del giudizio altrui.

Gli uomini vedono nei capelli un potente riflesso di un’immagine di sé affascinante e virile. I soggetti affetti da calvizie mostrano una diversa reazione a seconda dell’età alla quale il problema si manifesta e dalla sua velocità.

Una perdita improvisa causa un trauma maggiore rispetto a una che avviene con tempi lenti, tali da consentire al soggetto colpito di abituarsi alla sua nuova immagine. Quasi tutti, però, in una prima fase negano l’esistenza del problema.

3) C’è differenza tra problematiche maschili e femminili?

La calvizie si manifesta in maniera differente negli uomini e nelle donne. In queste ultime si assiste ad una riduzione del volume della chioma che difficilmente si traduce in aree della testa del tuto prive di capelli. Negli uomini, invece, si manifesta solitamente con il diradamento dei capelli che colpisce soprattutto la zona delle tempie, la fronte o la parte superiore del cranio. L’avanzare del fenomeno è soggettivo.

4) Che differenza esiste tra trapianto e autotrapianto?

Trapianto è un intervento chirurgico che prevede la sostituzione di un organo o di un tessuto con un altro prelevato dallo stesso individuo (omotrapianto o autotrapianto), da un altro individuo(allotrapianto) o da un individuo di specie diversa (xenotrapianto).

Noi parliamo di autotrapianto, tecnica chirurgica volta al rinfoltimento del cuoio capelluto nelle aree glabre o colpite da un irreversibile diradamento dei capelli. Vengono prelevati i bulbi donatori per poi essere inseriti nei siti di ricezione dello stesso paziente.

5) Quali sono le problematiche legate alla caduta dei capelli che si possono trattare con l’autotrapianto?

I candidati ideali per un autotrapianto sono:

  • chi presenta calvizie androgenetica di tipo sia maschile che femminile
  • chi desidera aumentare la densità dei capelli in un area colpita da diradamento
  • chi presenta aree cicatriziali causate da traumi (anche chirurgici, come ad esempio un lifting facciale) o da malattie cutanee
  • chi vuole infoltire o ripristinare i peli in parte del corpo come sopraciglia, ciglia, pube, aree ustionate

6) In che modo avviene l’autotrapianto? Quali sono le fasi dell’autotrapianto? È doloroso? Richiede anestesia? 

L’autotrapianto è la chirurgia master per la soluzione del problema della perdita dei capelli. Il chirurgo preleva una parte dei capelli (compresa la radice) dalle zone dette donatrici e trapianta capelli prelevati nei siti di ricezione detta zona ricevente nella quale la densità dei capelli è molto ridotta, o nulla.

L’autotrapianto come tecnica è unica ma si può articolare come prelievo nel senso di prelevare i follicoli dal paziente attraverso 2 metodiche.

Una è quella della F.U.T (STRIP) e l’altra è la FUE(Follicular Unit Excision).

La meno impattante è la tecnica della FUE la quale consiste nel prelievo dal capo del paziente delle singole unità follicolari e può essere effettuata manualmente o attraverso i sistemi motorizzati e richiede la rasatura del capo. La dove il capello viene prelevato non ricresce più.

La FUT consiste nel prelievo di una striscia di cuoio capelluto (STRIP) dall’area donatrice che viene suturata. Oggi ci avvaliamo di tecniche di sutura talmente avanzate che l’esito è una piccola cicatrice, meno di 1mm di larghezza che potrà essere utilizzata per ulteriori interventi. Con la FUT si ha una percentuale di attecchimento quasi totale per via di tessuto adiposo prelevato.

Aggiungo che è limitante saper fare solo una tecnica, bisogna saperle fare entrambe e saperle usare anche combinate perché non in tutti i casi può essere usata solo una di queste.

Posso iniziare con la FUT e poi finire con la FUE e questo per dare maggior numero di bulbi al paziente.

Quando dicono ma “”che bel intervento dentro di me dico sempre che bisogna sentirsi dire “ma come stai bene” e questo significa che il mio operato ha dato naturalezza alla persona e che non fa percepire che il paziente ha eseguito un intervento.

Gli interventi vengono realizzati in anestesia locale, non occorre la sedazione, non occorre l’anestesia totale. Il paziente è sveglio, seduto su una poltrona tipo dentista. L’anestetico che usiamo è la xilocaina quella che adoperano i dentisti, il più blando, quindi interagisce con lo staff medico. Durante l’intervento si guarda un film alla TV, a mezzogiorno gli diamo un piccolo break, mangia un panino con noi, finito l’intervento indolore non avendolo sedato lui puo tornare a casa in treno, in aereo o guidare tranquillamente la macchina. Va a casa senza bendaggi, senza cerotti e può fare lo shampoo 24 ore dopo l’intervento.

7) Essendo personalizzato, garantisce risultati migliori?

Non esiste una tecnica di prelievo delle unità follicolari migliore dell’altra. Il paziente necessita l’approccio chirurgico più adeguato al suo caso per poter conseguire il miglior autotrapianto possibile.

La scelta tra F.U.T. (STRIP) o F.U.E. viene valutata tra chirurgo e paziente.

La prima visita riveste un’importanza rilevante. In questa fase viene concordato un piano d’intervento mirato.

Viene valutata la qualità della struttura dei capelli (lisci, ricci), il contrasto tra il colore dei capelli e della cute, la densità (ovvero il numero di follicoli per cm2 presenti nell’area donatrice), l’estensione dell’area alopecica e dell’area donatrice, l’eventuale presenza di precedenti trapianti e cicatrici.

Il chirurgo ha il dovere di ascoltare le motivazioni che spingono il paziente all’autotrapianto per chiarire se le sue aspettative siano realizzabili.

Una delle preoccupazioni del paziente sono le cicatrici post operatorie a vista, questo è nella tecnica della STRIP in cui abbiamo tecniche di suture che lasciano effettivamente una cicatrice sottile, lineare mentre la tecnica della FUE non lascia una cicatrice lineare visibile. Aggiungo che nel tempo la cicatrice lineare della STRIP può essere coperta con la FUE.

La ridistribuzione dei follicoli deve tener conto di naturalità estetica, fattore fondamentale.

8) Cosa succede una volta effettuato il trattamento? E’ necessario ripeterlo? Cosa si può e si deve fare e cosa non si può e non si deve fare per mantenere la capigliatura folta.

Terminato l’inserimento delle unità follicolari il medico procede a un controllo del lavoro chirurgico verificando che tutto risulti essere a posto spruzzando soluzione fisiologica sulla parte e asciugando infine con l’aria tiepida di un phon.

Al termine dell’intervento, il paziente controlla il suo aspetto allo specchio, prima di lasciare la struttura medica senza necessità di un bendaggio.

Potrà riprendere le normali attività già dopo poche ore dall’intervento mentre per almeno 10 giorni bisogna evitare di praticare attività che possono comportare traumi alla testa, attività sportive vanno spostate a 2 settimane.

Per 1 mese non bisogna esporsi al sole nelle ore più calde della giornata.

Per i primi giorni, viene consigliato al paziente di dormire in una posizione semi seduta, in modo da prevenire o ridurre al minimo l’edema e le ecchimosi (rare). Nel caso della FUT i punti di sutura vengono rimossi dopo 10-12 giorni.

I controlli successivi saranno a 3,6 e 12 mesi dall’autotrapianto.

Il trapianto delle zone trapiantate non va ripetuto perché è garantito.

9) Dopo quanto tempo si vedono i risultati? Sono definitivi? Si possono riperdere i capelli?

I piccoli capelli trapiantati cadono, normalmente insieme alle microscopiche crosticine, la crescita dei nuovi capelli inizia dopo 4 mesi circa per raggiungere una lunghezza di 1-2 cm a 6 mesi dall’intervento per poi continuare come quella dei capelli normali. I risultati sono definitivi.

Se non si commettono gli errori in varie fasi di preparazione, prelievo ed impianto l’intervento può essere garantito.

Qui è pubblicata l'intera puntata di Magazine 7 nella quale è stata intervistata la dottoressa.

L'intervista ha inizio dal minuto -13:05

Letto 657 volte Ultima modifica in data: Sabato, 08 Dicembre 2018 15:49